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Il Sentiero dei Fiori e le imprese degli AlpiniCreste taglienti, pareti vertiginose, ghiacciai e crepacci. Certo, per esplorare il fronte più alto che oppose italiani e austriaci durante la prima guerra mondiale occorrono buone gambe e un gran fiato. Ma se si considerano la vista e gli straordinari panorami, vale la pena fare un po' di fatica. Siamo in alta Valtellina, nelle vicinanze di Ponte di Legno, ai confini del Parco Nazionale dello Stelvio. Dal Passo del Tonale saliamo al Passo Paradiso, per poi proseguire verso la Vedretta di Presena fino a raggiungere con un ripido tratto ghiacciato la cresta, che dal Passo del Maroccaro va ai Corni di Lago Scuro. Qui incontriamo il vecchio sentiero di guerra che conduce alla vetta, 3166 m, dove è installato il Bivacco Amici della Montagna. Inizia il Sentiero dei Fiori o degli Alpini e subito ci si rende conto che questi trekking esigono buone capacità alpinistiche. Il percorso prosegue lungo un crinale vertiginoso: su entrambi i versanti canaloni ghiacciati precipitano nell'ombra dei fondovalle. Nell'agosto del 1915, i nostri soldati conquistarono questo nido d'aquila con grande sacrificio, scalando le pareti che colano a picco, con gli austriaci che gli scaricavano addosso frane di massi. Infine Dal Passo del Castellaccio, 2963 metri, ritorniamo in breve al Passo Paradiso. Non c'è dubbio, si tratta di un'escursione molto suggestiva, con panorami mozzafiato e numerose testimonianze della prima guerra mondiale, tuttavia i passaggi sono impegnativi e delicati. La traversata è riservata a esperti alpinisti o richiede l'accompagnamento di una guida alpina. La sera torniamo in Albergo, a Ponte di Legno. Ci ritempriamo con una bella cena: nel camino il fuoco crepita, la gente chiacchiera intorno ai tavoli. Fuori fa freddo ed è buio. Dalle finestre si possono intravedere delle bianche onde giganti che riflettono la luce della luna. Non posso resistere e rapidamente mi infilo la giacca, mi bardo per bene ed esco. Allucinazione, stupore, meraviglia, una felicità immensa perché tutto intorno è uno spettacolo: il cielo è un mare di stelle. Nel limpido della notte la luce lunare disegna e dà forma a ogni dettaglio con una delicatezza che il sole non saprebbe avere. Intanto il fiato continua a condensarsi, mi guardo attorno: pura magia, difficile da spiegare. Ripenso a territori visti nel pomeriggio: un mix incontenibile di bellezza, storia e dolore. Il freddo mi tira la pelle, ma aspetto ancora un attimo per fantasticare e dissetarmi del paesaggio che mi circonda, poi ritorno dentro a scaldarmi vicino al camino. Poco più tardi m'incammino verso la mia stanza e cullato dalle immagini delle montagne, mi addormento con il sorriso sulle labbra, felice. Perché oggi questi luoghi sono rapiti dalla pace. |
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